L'architettura dei dati proposta si fonda sulla giustapposizione di strati logici e di standards, ciascuno dei quali funge da “contenitore” in cui si collocano gli standards che servono a descrivere e codificare i dati relativi alle informazioni di livello via via più granulare. In particolare viene assunto come framework base lo standard OAIS - Open Archival Information System. Esso fornisce un modello di riferimento per gli oggetti digitali e i metadati loro associati, individuando termini e concetti rilevanti per l'archiviazione di documenti digitali, identificando le componenti e i processi chiave comuni alla maggior parte delle attività di conservazione digitale. Tale modello comprende la creazione e l'uso dei metadati utili a gestire il materiale elettronico, dalla fase di acquisizione a quella della conservazione, fino alla fase di accesso. Il Modello OAIS consiste quindi in una descrizione generale dei tipi di informazione richiesti dalle diverse funzioni di un sistema di archiviazione di dati. Proprio per questo, esso fornisce una cornice molto utile per sviluppare un set di metadati per la conservazione di larga applicabilità, come è del resto dimostrato dall'importanza delle iniziative che lo hanno adottato o che ad esso si riferiscono implicitamente.
Sullo standard OAIS é basato anche il framework METS - Metadata Encoding and Transmission Standard: si tratta di un insieme di specifiche basate su XML e finalizzate alla codifica di “nuclei documentali” costituiti da oggetti digitali. In particolare esso mira a identificare le componenti di una entità digitale e fornire una struttura al contenuto, collegare i metadati descrittivi e i metadati amministrativi agli oggetti digitali, fornire istruzioni per il trattamento e la disseminazione degli oggetti digitali e favorire l’archiviazione dei documenti.
Lo standard METS non definisce un vocabolario e una sintassi per la codifica di metadati descrittivi, ma consente sia il puntamento a metadati descrittivi esterni e/o l’inclusione di metadati descrittivi definiti secondo altri standard sia di collegare tali metadati al contenuto digitale dell’entità.
Per questo, nella soluzione proposta, lo standard METS verrà utilizzato come ulteriore contenitore per la codifica dei metadati amministrativi e gestionali, mentre per la parte descrittiva, verranno in esso “incapsulati” modelli dati e standard peculiari della descrizione puntuale degli oggetti archivistici presi in esame. In particolare esso verrà integrato da una serie di sottoschemi ausiliari, tra cui si citano la DTD EAD per la codifica degli strumenti di corredo archivistici, la DTD EAC per la codifica delle informazioni relative ai soggetti produttori della documentazione descritta ed in generale al contesto di produzione, lo schema MIX per la codifica delle informazioni relative alle unità cartografiche e/o fotografiche digitalizzate, lo schema MODS per la descrizione di fonti bibliografiche dei documenti digitali e delle loro fonti originali ecc. ecc.